legna da ardere, una risorsa da riscoprire

legna da ardere

Molti sono i motivi che hanno determinato la "rinascita" della legna da ardere come combustibile da riscaldamento: in primo luogo la sua convenienza, è infatti molto più economica rispetto ai tradizionali combustibili fossili e si può risparmiare fino al 40%, poi le innovazioni tecnologiche nel settore della termoidraulica hanno consentito un suo utilizzo molto più efficiente che in passato, per esempio le caldaie a fiamma rovesciata e i termocamini a ventilazione forzata garantiscono un'altissima resa e uno sfruttamento totale del calore prodotto durante la combustione, in oltre le nuove politiche ecologiche e ambientali hanno garantito incentivi e detrazioni fiscali a coloro che adottano i nuovi sistemi a basso impatto per la produzione di energia.

Il prezzo e la qualità della legna da ardere varia a seconda del tipo di piante: le migliori sono la Quecia, il Carpino, il Cerro, il Faggio, la Roverella, il Castagno. Un altro fattore che incide sul prezzo è il tipo di pezzatura, e quindi la lavorazione della legna stessa: la legna spaccata utilizzata per le piccole stufe richiede più lavoro rispetto alla legna al metro. Infine il prezzo dipende sia dal luogo di provenienza dove il mercato può subire oscillazioni, sia dal luogo di destinazione dove il prezzo di trasporto ha una grossa incidenza sul prezzo finale. In Italia la produzione della legna da ardere è concentrato prevalentemente nelle zone boscose del Nord e del Centro. Ultimamente, vista l'aumento della richiesta, stanno aumentando anche le importazioni dall'estero ed in particolare dal Est europeo.

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